La cura dell'anima

Della cultura giapponese mi ha sempre affascinato il lato più intimista. Quando si cammina per Tokyo si percepisce il substrato sotto ogni dettaglio. Come in ogni metropoli la gente cammina veloce, le ragazze si cambiano le scarpe negli androni dei palazzi, le 24 ore si sfregano l’una contro l’altra in metropolitana, nessuno si guarda in faccia perché immerso nel suo mondo privato fatto di fretta e di informazioni digitali. Ma a un certo punto, girato l’angolo, dietro un palazzo altissimo, ci si imbatte in un tempio circondato da un giardino con un ruscello, alberi di ciliegio e pagode votive. Il richiamo di quel luogo così esotico è fortissimo e non si può non entrare a vedere di cosa si tratta. Il nostro è uno sguardo curioso ma non si può che starsene in silenzio e osservare. Si entra nel giardino e ci si guarda intorno per capire cosa fare e non intralciare il cammino altrui. Per prima cosa si aspetta il proprio turno e ci si lava le mani con mestoli di legno e acqua corrente a una fontana sotto una tettoia di legno e ci si posiziona davanti all’ingresso di un tempio aperto, ci si inchina, si battono le mani, ci si inchina di nuovo e si passa oltre. Si possono acquistare piccole targhe di legno o cartigli su cui scrivere delle richieste, più che delle preghiere dei desideri, che poi vengono appesi a bacheche coloratissime e quindi consegnati a un Dio, al mondo. Queste speranze appese a un filo vengono liberate, escono dal corpo ed esistono per conto proprio. Non ho comprato nessuna targhetta, nessuna coccarda o ciondolo, ho solo osservato in silenzio e mi sono sentita pervasa dalla gioia. Era un luogo mistico e allegro allo stesso tempo. La luce penetrava ovunque, il rumore dell’acqua faceva da colonna sonora e il vento frusciava tra i rami fioriti. Tutto intorno la gente scriveva sui propri legnetti richieste di ogni tipo e passeggiava tra le pagode guardando i fiori e ascoltando la natura. Immersa in quell’atmosfera ho pensato che quel luogo di culto mi stesse guidando verso uno stato interiore di pace e immediato benessere. Il fatto che queste persone, di estrazioni diverse, di età eterogenee si trovassero in questo luogo per fare richieste agli dei mi faceva sentire parte di un tutto, un unico magma umano che vive le stesse emozioni e cerca di esorcizzare le stesse paure. Anche lì, in mezzo al caos della città, tra un appuntamento e l’altro, col traffico a pochi metri e tutta la vita organizzata in un cellulare che ti aspetta fuori da quei portoni, sentivo che mi stavo imponendo una pausa dal caos. È proprio in questa dimensione di vita frenetica che trova spazio la cura dell’anima, che viene medicata dalla bellezza, dall’attenzione al dettaglio e dalla gentilezza e dall’accoglienza. Credo che ogni cultura abbia questa esigenza ma in quella giapponese la superficie e il profondo si incontrano molto più di quanto mi aspettassi. Perdonatemi se non vi ho parlato di manga, comics o fiere a venire ma a volte una breve testimonianza può offrire una chiave di lettura in più per i libri che trovate in fumetteria.
STAY TUNED

© degli aventi diritto