I maestri della letteratura in Bungo Stray Dogs

Scopri curiosità e notizie sugli scrittori a cui sono ispirati i personaggi della celebre serie

Perché Osamu Dazai ha una passione così grande per i suicidi? E come mai Akutagawa non fa che tossire? Qualche lettore se ne sarà già accorto e qualcun altro no... I personaggi di Bungo Stray Dogs sono stati modellati prendendo a riferimento i grandi maestri della letteratura, giapponese e non solo. Per i lettori curiosi che vogliono saperne di più sui loro personaggi preferiti, a voi le descrizioni dei grandi scrittori dalla cui vita è stata presa ispirazione! Le schede sono a cura dello scrittore, storico e saggista Massimo Soumaré, traduttore dell'opera.

Atsushi Nakajima

 

(1909-1942) Proveniente da una famiglia di conoscitori dei classici cinesi, ereditò da loro tale forma di erudizione. Non per nulla, molte sue storie sono ambientate nell’antica Cina. Il potere “Belva sotto i raggi di luna” di Nakajima in Bungo si collega alle vicende del racconto Cronaca della luna sul monte scritto nel 1942, che narra la vicenda del poeta Zheng Li trasformato in tigre dopo essersi consumato tra la brama di realizzare un’opera di valore artistico e la consapevolezza di non avere abbastanza talento. In italiano, questa e altre storie sono presenti nel volume Cronaca della luna sul monte e altri racconti (Marsilio, Venezia, 2003).

Trasferitosi nel 1941 nelle isole Palau per collaborare alla compilazione di un testo di giapponese, l’anno seguente Nakajima dovette ritornare in patria perché sofferente di asma, malattia che ne causò la morte. I suoi racconti dallo stile letterario unico, che si svolgono in numerose e variegate ambientazioni rivelando una grande cultura mista a una notevole curiosità intellettuale, sanno anche essere ricchi di umorismo.

 

Osamu Dazai

(1909-1948) La sua controparte fumettistica trae nutrita ispirazione dal fatto che morì suicida dopo aver già tentato in precedenza quattro volte di togliersi la vita, fortemente influenzato dal fatto che anche Akutagawa aveva fatto lo stesso. Tre di essi furono shinju, ossia doppi suicidi d’amore.

Figlio di un proprietario terriero di Tsugaru, il suo vero nome era Shuji Tsushima. Inizialmente fece parte del movimento comunista, da cui poi si dissociò. Le sue opere sono caratterizzate da una forte negatività nei confronti della società e dalla convinzione che l’uomo sia destinato all’infelicità. Il romanzo Il sole si spegne (Feltrinelli, Milano, 2016), la storia della decadenza di una famiglia nobiliare edita nel 1947, divenne un caso letterario. Una fama poi consolidata nel 1948 con il successivo romanzo dai toni decadenti Lo squalificato (Feltrinelli, Milano, 2009) in cui il protagonista compie una lenta discesa verso il baratro estraniandosi progressivamente dalla società. Il potere “Lo squalificato” di Dazai in Bungo si lega al suddetto famoso romanzo.

Doppo Kunikida

(1871-1908) Poeta, romanziere e giornalista, adottò vari pseudonimi artistici. Il potere “Ginkaku Doppo” (lett. “persona raffinata che compone poesie Doppo”) di Kunikida in Bungo è uno dei suoi molti pseudonimi e l’agenda che il personaggio porta con sé è un riferimento alla sua tendenza a vivere seguendo degli ideali.

Suo padre era un samurai del feudo di Tatsuno. Studiò in quella che oggi è l’attuale Università Waseda. In quel periodo, venne battezzato (in Bungo c’è un riferimento al suo essere cristiano). Malato di tubercolosi, nel 1908 il suo stato di salute si aggravò portandolo alla morte. È ritenuto un precursore del “naturalismo” giapponese: ha introdotto nel romanzo un contenuto ideologico e un forte realismo. In lui l’amore per la natura e il desiderio di libertà sono sempre stati molto forti, uniti all'interesse per le contraddizioni della società.

In Italiano è stato pubblicato il racconto Il vecchio Gen in Narratori giapponesi moderni, Bompiani, Milano, 1986.

Jun'ichiro e Naomi Tanizaki

Considerato un giovane di talento già ai tempi delle medie, all’inizio s’interessò alla scuola estetizzante trattando temi inerenti la sessualità e le ossessioni erotiche. In seguito, si concentrò sulla valorizzazione della bellezza delle tradizioni giapponesi, al contempo descrivendo i nuovi costumi della società nipponica. Il personaggio di Naomi è un riferimento alla protagonista di un suo celebre romanzo, L’amore di uno sciocco (Bompiani, Milano, 2000) dove incarna le moderne ragazze giapponesi dei primi anni ’20 del secolo scorso, poco inibite, sessualmente aggressive e affascinate dall’Occidente.  Rispetto ad altri scrittori del periodo, Tanizaki visse a lungo, scrivendo fino al suo ultimo anno di vita e producendo così un numero considerevole di capolavori.

In italiano, sono stati tradotti molti suoi romanzi e racconti, tra cui l’opera che dà il nome al potere di Tanizaki: Neve sottile (Guanda, Parma, 2009), le vicende quotidiane di quattro sorelle di Osaka, appartenenti a una ricca famiglia borghese, che cercano un marito per la terzogenita. 

Yukichi Fukuzawa

(1834-1901) Il potere “Nessuno è stato creato superiore agli altri” di Fukuzawa in Bungo è parte di una frase più lunga con cui inizia il suo saggio Incoraggiamento allo studio e che dice: “Il cielo non crea nessuno superiore agli altri e non crea nessuno inferiore agli altri”. Dopo quest’affermazione, Fukuzawa riflette nella sua opera sul perché allora al mondo ci siano tante differenze e trova risposta nel fatto che esse abbiano origine nel divario tra chi ha potuto studiare e chi no. 

Scrittore, saggista ed educatore illuminato figlio di un samurai, da cui gli abiti che indossa in Bungo, ha contribuito a diffondere il sapere occidentale in Giappone. Non ancora trentenne, infatti, ebbe la possibilità di viaggiare in America e in Europa, rendendosi così pienamente conto del divario culturale e scientifico esistente. La sua attività ha posto le basi per il Giappone moderno ed è stato il fondatore della scuola poi divenuta la prestigiosa Università Keio. La sua immagine è raffigurata sulle banconote da diecimila yen.

Ryunosuke Akutagawa

(1892-1927) Avido lettore dall’infanzia, fece presto e con successo il suo debutto di scrittore sulle più importanti riviste culturali del tempo. Dopo il 1921, soffrì di esaurimento nervoso e tosse grassa con catarro, un elemento quest’ultimo che caratterizza anche la sua versione fumettistica. La comparsa di nuovi movimenti, come la letteratura proletaria, contribuì a farlo sentire inadeguato in quanto esponente di una narrativa estranea al contesto sociale, a differenza delle correnti recenti. La tensione fisica ed emotiva che ne seguì lo indusse al suicidio ingerendo dei barbiturici. A lui è intitolato uno dei due massimi premi letterari giapponesi, il premio Akutagawa.

Tutte le sue opere sono racconti, di cui diversi prendono spunto da antichi classici della letteratura giapponese. Il potere “Rashomon” in Bungo fa riferimento proprio a una delle sue opere più rappresentative, tradotta in italiano in Rashomon e altri racconti (Einaudi, 2016). Narra dell’incontro tra un servo e una vecchia che, per sopravvivere, depreda i cadaveri vicino alla porta di Rasho, uno degli antichi portoni di Kyoto che, caduto in disuso, aveva acquisito la nomea di luogo maledetto.

Ranpo Edogawa

(1894-1965) Il potere “Ultradeduzione” di Edogawa in Bungo è un chiaro riferimento alla sua produzione gialla.

Scrittore e critico letterario, si chiamava Taro Hirai. Il suo pseudonimo artistico è basato sul nome dello scrittore americano Edgar Allan Poe (1809-1849). Edogawa è l’autore che ha gettato le basi della moderna letteratura gialla giapponese con una risoluzione logica dei misteri, tanto che Ellery Queen lo ha menzionato come uno dei migliori giallisti esistenti al mondo nel suo Queen’s Quorum del 1951. È anche stato il creatore del detective Kogoro Akechi, uno degli investigatori più famosi della letteratura giapponese e che compare per la prima volta nel racconto Il caso d’omicidio della salita D del 1925. Anche il cognome del protagonista di Detective Conan, manga di Gosho Aoyama, non è altro che un affettuoso omaggio a questo scrittore.

In italiano sono stati pubblicati i suoi volumi Il mostro cieco (Marcos Y Marcos, Milano, 1994) e La belva nell’ombra (Marsilio, Venezia, 2002). 

Akiko Yosano

(1878-1942) Il potere “Per favore, non morire” di Yosano in Bungo fa riferimento al titolo di una sua nota poesia dedicata al fratello minore partito per il fronte durante la guerra russo-giapponese del 1904-1905.

In italiano, si trovano tradotte soltanto sue poesie sparse.

Poetessa e critica letteraria, il suo vero nome era Shiyo Ho. Fin dall’età di dieci anni le fu affidata la contabilità del negozio del padre dove lavorava dopo la scuola. Nei ritagli di tempo si dedicava alla lettura. In seguito, colpita dalle poesie di Tekkan Yosano (1873-1935), che poi sposò, entrò nel mondo letterario pubblicando i suoi lavori su diverse riviste, tra le quali la famosa Myojo, fondata sempre da Tekkan. Le sue poesie dal tono ardente che descrivevano in modo sensuale l’aspetto interiore delle attività delle giovani donne del periodo destarono la meraviglia dei suoi contemporanei. Nei suoi scritti sostenne l’indipendenza delle donne, cosa che traspare dal suo carattere deciso in Bungo. Tra i suoi lavori più significativi, ci sono la raccolta poetica Midaregami, che riunisce trecento e novantanove componimenti, e una traduzione in lingua moderna del Genji monogatari.

Kyoka Izumi

(1873-1939) Al contrario del personaggio che appare in Bungo, era un uomo. Caratteristico delle sue opere è il destino triste e drammatico dei suoi personaggi femminili.

Vero nome Kyotaro Izumi, suo padre era un maestro incisore, sua madre la figlia di un suonatore di tamburi No. Quest’ultima, morta precocemente, rappresentò sempre per lui un ideale di sensibilità e bellezza femminile. Crebbe dunque in un ambiente culturalmente stimolante. Nel 1897 pubblicò Sagome di farfalle e fiori eleganti, in cui per la prima volta le cortigiane dei quartieri di piacere e il loro mondo erano descritti con delicatezza, mettendone in risalto il lato più penoso e doloroso. Nel 1900 pubblicò Il monaco del monte Koya, oggi considerato un capolavoro.

Ha saputo rivisitare la tradizione letteraria nipponica attraverso una costruzione estetica altamente immaginifica e ricca di sensibilità e sensualità. Il suo potere in Bungo è “Demone Biancaneve” e fa riferimento alla dea drago protagonista del lavoro teatrale Yashagaike, la tragica storia di uno sfortunato amore in un villaggio protetto e al contempo maledetto da una dea drago chiamata Biancaneve.

In italiano dei suoi racconti sono stati tradotti e inclusi nel volume Il monaco del monte Koya e altri racconti, Marsilio, Venezia, 2001. 

Ryuro Hirotsu

(1861-1928) Vero nome Naoto Hirotsu, nacque in una famiglia di samurai. Suo padre Hironobu Hirotsu (1819-1883) fu medico esperto anche di medicina occidentale e svolse il ruolo di diplomatico.

Ryuro in gioventù studio il tedesco ed entrò nella facoltà di medicina che, però, dovette abbandonare a causa di problemi fisici. Da sempre affascinato dalla lettura, si dedicò alla stesura di proprie opere. In particolare, nei suoi romanzi come Imado Shinju (Doppio suicidio d’amore a Imado, 1896) e Kurotokage (Lucertola nera, 1895), citato anche in Bungo come il nome della squadra d’assalto “Lucertola nera” guidata per l’appunto da Hirotsu e che non è da confondere con la nota opera dal medesimo titolo scritta da Ranpo Edogawa, descrisse i lati nascosti degli strati sociali più bassi della popolazione e la sofferenza di personaggi insoliti, tanto che per i suoi lavori furono coniati i termini “romanzi d’infelicità” e “romanzi seri” per contrapporli a quelli di Kyoka Izumi che, invece, erano definiti “romanzi idealistici”. È stato maestro del grande romanziere, drammaturgo e saggista Kafu Nagai (1879-1959). Inoltre, anche suo figlio Kazuo Hirotsu (1891-1968) è stato uno scrittore, critico e traduttore di fama.

Il potere “Camelie cadute” fa riferimento a un suo romanzo in cui tratta i temi sopracitati a lui tanto cari.

Le sue opere non sono ancora state tradotte in italiano. 

Motojiro Kajii

(1901-1932) Nato a Osaka, durante gli anni di formazione scolastica poté apprezzare la letteratura, la musica e l’arte. Nel 1920 soffrì di una pleurite che, in seguito, gli provocò gravi problemi ai polmoni. All’università entrò nella facoltà di letteratura inglese. A dispetto della sofferenza causatagli dalla malattia, si dedicò all’attività letteraria descrivendo in modo arguto e con occhio attento sentimenti quali il tedio, la malinconia e l’ansia. Eccelse nella stesura di storie brevi.

Nel suo racconto Remon (Il limone, 1925) il povero studente protagonista, di cui non è rivelato il nome e che soffre di muco in eccesso e di una nevrastenia, si aggira inquieto per la città di Kyoto, compra un limone e poi, entrato nella nota libreria Maruzen, lo lascia sopra dei libri di disegni uscendo tutto eccitato mentre immagina che quel limone sia in realtà una bomba impostata per esplodere a breve. Il potere “Bombe limone” fa, quindi, riferimento proprio a questa sua storia.

In italiano sono stati tradotti i racconti Accoppiamenti in Il Giappone XXIX (1989) e Sotto gli alberi di ciliegio e Il limone in Orientalia Parthenopea VII (Napoli, 2008). 

Bungo Stray Dogs © Kafka ASAGIRI 2013 © Sango HARUKAWA 2013 / KADOKAWA CORPORATION

Bungo Stray Dogs 1 Manga Run 1

Data d'uscita: 09/03/2017

€ 4,50
€ 4,05

Bungo Stray Dogs 2 Manga Run 2

Data d'uscita: 05/05/2017

€ 4,50
€ 4,05